I vantaggi dell’efficienza energetica [Report]

I vantaggi dell'efficienza energetica

I vantaggi dell’efficienza energetica, per le imprese che la adottano, vanno al di là del semplice risparmio di risorse e della tutela dell’ambiente: l’efficientamento energetico ha effetti positivi anche sui processi di produzione, sullo sviluppo dell’indotto e sulle economie regionali. E’ quanto afferma un report di Christopher Russell, collaboratore dell’American Council for an Energy-Efficient Economy, un ente no-profit americano che promuove e diffonde la cultura dell’efficienza energetica.

Il rapporto di Russell parte da una premessa quasi banale – che il risparmio energetico rappresenti per le aziende anzitutto una bolletta più bassa – per approdare a una conclusione assai meno scontata, e cioè che a questo primo vantaggio se ne aggiungono molti altri, tutti oggi ampiamente misurabili e inquadrabili in un’unica analisi di produttività. Per la prima volta, quindi, è stato elaborato un metodo per quantificare chiaramente l’impatto positivo dell’efficienza energetica su tutto quanto il processo produttivo.

Russell distingue i vantaggi in varie categorie, tra cui “micro” (strettamente connesse alla realtà aziendale studiata) e “macro” (che investono invece la regione circostante o la rete di distribuzione energetica a livello regionale/nazionale) e, tramite un modello di indagine che ha coinvolto quasi un centinaio di soggetti tra università, industrie, agenzie governative, utility ed enti no-profit di Stati Uniti e Canada.

risparmio energia elettrica

Come già detto, i risultati dello studio hanno messo in evidenza non solo gli effetti benefici diretti dell’efficienza energetica (bollette meno care, riduzione dell’inquinamento, risparmio di acqua e gas, abbassamento del prezzo dell’energia, meno multe per emissioni di inquinanti, maggiori volumi di produzione a parità di energia impiegata) ma anche tanti altri effetti “indiretti”, come la minore usura (e dunque una maggior durata) degli impianti produttivi, nuove fonti di revenue derivanti dai Titoli di efficienza energetica, minore produzione di rifiuti e materiali di scarto, riduzione dell’importo dei premi assicurativi, detrazioni varie e un più generale effetto positivo sull’indotto dei siti produttivi.

In generale, Russell arriva alla conclusione che, utilizzando questo protocollo di analisi per considerare anche tutti gli effetti non strettamente “energetici” derivanti dall’energy efficiency, i tempi per ripagare gli investimenti fatti in efficienza si possono ridurre anche del 50%. Segno che il risparmio energetico si pone sempre di più come una autentica leva di crescita e non solo, appunto, di risparmio.

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