Risparmio energetico: torna l’ora legale

Ritorno dell'ora legale

E’ quasi tempo di week-end e, come ogni settimana, si parte con l’organizzazione degli impegni per i prossimi giorni. C’è però un appuntamento a cui prioritariamente occorrerà porre attenzione. La notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo le lancette di tutti i nostri orologi dovranno infatti essere spostate un’ora in avantiDopo cinque mesi torna l’ora legale che ha l’obiettivo di sfruttare al massimo la luce solare risparmiando sul consumo energetico.

Il Daylight saving time (“orario per risparmiare ore di luce”) affonda le radici in tempi lontani. Fu infatti il patriota americano Benjamin Franklin, nel lontano 1700, il primo a teorizzarne l’utilità in un’epoca in cui la produzione industriale era agli inizi.

La concezione vera e propria di ora legale nacque però nel 1916 in Gran Bretagna e in Italia, dove si affermò da subito come espediente per risparmiare energia durante la prima guerra mondiale. Ben presto questo modello fu esteso e replicato in tutta Europa.

Nel Belpaese, nel corso della seconda guerra mondiale, l’ora legale è stata abolita e ripristinata più volte e anche i calendari di riferimento hanno vissuto fasi alterne per poi attestarsi definitivamente nel periodo marzo – ottobre.

Con buona pace dei dormiglioni, che domenica vedranno sfumare un’ora di sonno, l’entrata in vigore dell’ora legale comporta una serie di vantaggi volti a risparmiare energia. Vediamo qualche numero.

Terna, la società responsabile della rete elettrica in Italia, ha infatti rilevato che, dal 26 marzo al 29 ottobre 2017, l’Italia ha risparmiato complessivamente 567 milioni di kilowattora corrispondenti al consumo medio/anno di elettricità di oltre 200 mila famiglie.

Si parla anche di un risparmio di circa 320 mila tonnellate in meno di emissioni di CO2 che, in termini economici, si traduce in 110 milioni di euro guadagnati.

Seppure i numeri in questione siano molto importanti, c’è da sottolineare quanto, soprattutto negli ultimi anni, i dati siano comunque scesi considerevolmente.

Tra i motivi principali c’è, senza dubbio l’uso massivo nei mesi estivi della tanto amata aria condizionata. L’uso intensivo di aria condizionata e di sistemi di refrigerazione nei Paesi Occidentali ha determinato un radicale innalzamento dei consumi nello stesso arco temporale in cui, in passato, si registrava invece un effettivo risparmio degli stessi.

Come sempre non mancano i detrattori e, anche per l’ora legale, sono diverse le teorie contrarie alla sua adozione.

Alcuni prestigiosi studi scientifici mostrano infatti come l’assunzione del cosiddetto orario estivo non accresca, così come proclamato, il risparmio energetico considerando che l’illuminazione rappresenta una porzione sempre più marginale del consumo energetico globale.

Un altro aspetto da tenere a mente è che un’ora di luce in più al giorno aumenta il numero di veicoli circolanti con conseguente pericoloso incremento del consumo di carburante.

Aldilà delle diverse teorie, l’ora legale è ad oggi adottata in gran parte del mondo con alcune eccezioni. A tal fine può essere utile dare un’occhiata alla mappa, suddivisa per colore, dei paesi in cui vige il Daylight saving time, di quelli che una volta la usavano e di quelli in cui non è mai entrata in vigore. 

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