Quando l’IoT incontra il mercato delle connected cars

Connected cars

Vengono chiamate connected cars e il loro business sta crescendo esponenzialmente in tutto il mondo. Ma cosa sono? Nell’accezione comune le connected cars sono conosciute come le auto connesse in Rete e sono un vero e proprio fenomeno da monitorare. L’automobile entra e pieno titolo nel cosiddetto mondo dell’Internet of Things e, proprio grazie alla Rete, può avvalersi di una serie di servizi di grande utilità: informazioni sul traffico, segnalazione di pericoli, monitoraggio del meteo, parcheggi liberi, ecc. 

Se il successo delle automobili “always on” è innegabile, il dato interessante riguarda la stima della sua crescita futura. Il mercato delle auto connesse in rete crescerà infatti ad un ritmo calcolato del 270% entro il 2020 con la commercializzazione di 125 milioni di veicoli tra il 2018 ed il 2022.

Entrando più nel dettaglio, entro il 2025, il mercato delle auto connesse varrà una cifra di poco inferiore ai 220 miliardi di dollari con un tasso di crescita annuo (Carg 2017-2025) del 14,8%.

E in Europa, quali sono le possibili stime? Si calcola che per il 2020 la penetrazione delle connected cars raggiungerà il 100% in grandi paesi come il Regno Unito, la Francia e la Germania. L’elevato indice di penetrazione è calcolato anche in relazione all’entrata in vigore, per tutte le nuove automobili immatricolate a partire dal 31 marzo 2018, di eCall.
Il servizio è stato fortemente voluto dall’Unione Europea per ridurre gli incidenti stradali e prevede, in caso di necessità, l’invio in automatico dei dati relativi al sinistro direttamente al 112.

Tornando alle connected cars, Cina e USA, ad oggi, rappresentano il 45% del mercato anche se con l’auspicata piena operatività delle reti 5G, e in considerazione dei futuri investimenti in infrastrutture e tecnologia, il Giappone e la Corea del Sud diventeranno probabilmente i due veri leader in questo segmento di mercato.

L’orientamento verso questo tipo di politica è figlio di una serie di considerazioni sugli usi e le abitudini degli automobilisti di tutto il mondo.

Connected cars 2

Una recente analisi evidenzia infatti che ogni passeggero in automobile trascorre “in media” 52 minuti al giorno svolgendo diverse attività. In Europa, su un’ora di tempo passata in auto, 22 minuti sono spesi per guardare la strada, 17 sono sfruttati per telefonare, inviare SMS/e-mail e per chattare, 5 minuti per guardare video, film, serie tv e giocare ai videogames, altri 5 minuti per leggere e informarsi, 5 minuti per sbrigare faccende lavorative, 5 minuti per il relax e l’ultimo minuto per fare shopping online.

Proprio relativamente allo shopping on line, c’è un grande fermento, da parte degli advertiser di tutto il mondo, per trovare la chiave giusta per fare business con le pubblicità in-car, ritenute fonte di guadagno sicuro per tutti gli inserzionisti.

Per concludere, in quale direzione siamo destinati ad andare? Ad oggi circa il 67% degli automobilisti statunitensi troverebbe decisamente interessante trasformare la propria vettura in una vera e propria agenda virtuale che regoli in modo puntuale gli appuntamenti, gli impegni e tutta la quotidianità del proprio “padrone”.

Un ulteriore 30% di automobilisti sarebbe invece felice di ricevere un alert quando passa, ad esempio, vicino ad un negozio o ad un ristorante che fa sconti sui prodotti in target o su nuovi menu.

Anche in Italia ci si sta sempre più orientando verso standard tecnologici, hardware e software, comuni al resto del mondo per la raccolta, la gestione e l’ utilizzo dei dati del veicolo connesso direttamente alla Rete. La vera sfida, a livello globale, sarà tutelare sia la sicurezza sia l’utilizzabilità dei dati per migliorare nel complesso i servizi e garantire elevati standard di qualità rispondenti alle crescenti aspettative del mercato.

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