Il petrolio USA domina il mondo

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L’Agenzia internazionale per l’Energia (IEA) ha recentemente annunciato che la produzione statunitense di petrolio e di combustibili da esso derivati, come ad esempio l’etano e il propano, sta crescendo a ritmi superiori a quelli dei mesi scorsi e potrebbe presto superare quella dell’Arabia Saudita, che si attesta intorno agli 11,5 milioni di barili al giorno, rendendo così gli Stati Uniti il primo produttore mondiale di petrolio liquefatto.

Ciò è dovuto al recente boom della produzione di shale gas, la quale a sua volta negli ultimi anni è cresciuta grazie ai progressi nella tecnica di estrazione conosciuta come fracking (di cui abbiamo già parlato qui): in questo modo alcuni giacimenti di gas naturale ritenuti prima inaccessibili o poco redditizi, sono diventati una nuova fonte di produzione di petrolio USA . La produzione di idrocarburi naturali va dunque a integrare la già corposa produzione statunitense di greggio, che ad agosto 2014 era di 8,87 milioni di barili al giorno.

Più in generale, il trend sta comportando una minore dipendenza degli Stati Uniti dagli altri paesi dal punto di vista energetico: l’obiettivo del presidente Obama è quello dell’autonomia energetica, traguardo al quale l’America è ormai molto vicina, contando sulle importazioni “solo” per il 20% del consumo interno di carburanti liquidi.

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