L’ora legale serve davvero?

ora legale

L’ora legale: un po’ di storia

Nella notte fra sabato 28 e domenica 29 marzo è entrata in vigore l’ora legale, ossia la convenzione tramite la quale l’orario ufficiale viene spostato un’ora avanti: l’ora legale viene osservata in tutta Europa, negli Stati Uniti e in alcune parti di Sud America, Australia, Canada, Africa e Asia, e rimarrà in vigore fino al 25 ottobre 2015.

Più correttamente chiamata in inglese Daylight saving time (“orario per risparmiare ore di luce”), l’ora legale nacque nel 1916 in Gran Bretagna e in Italia, dove si affermò come stratagemma per risparmiare energia durante la prima guerra mondiale, e ben presto si estese a tutta l’Europa: lo scopo era (ed è) quello di ritardare l’accensione dell’illuminazione elettrica aumentando “artificialmente” il naturale allungamento delle giornate dovuto all’equinozio di primavera.

In Italia l’ora legale è stata abolita e ripristinata varie volte durante la seconda guerra mondiale ed è stata utilizzata con calendari differenti nel corso degli anni: inizialmente veniva osservata solo da maggio a settembre, oggi invece è in vigore dalla fine di marzo alla fine di ottobreTerna, la società responsabile in Italia della rete elettrica, ha stimato che tra il 2004 ed il 2014 l’utilizzo dell’ora legale nel nostro paese ha fatto risparmiare 6 miliardi e 720 milioni di kWh, pari a 990 milioni di euro.

L’ora legale serve ancora?

Eppure non tutti sono contenti dell’adozione dell’ora legale: da tempo numerosi scienziati e antropologi stanno mettendo in dubbio la reale efficacia dell’ora legale in termini di risparmio energetico e di impatto sulle abitudini delle persone. Alcuni studi scientifici mostrerebbero come l’adozione dell’orario estivo non aumenterebbe più di tanto il risparmio energetico, essendo ormai l’illuminazione una porzione sempre minore del consumo globale. Un tendenza che grazie alle nuove fonti di illuminazione a led è destinata a consolidarsi. Secondo altre ricerche, inoltre, un’ora di luce in più aumenta il numero di veicoli per le strade, facendo lievitare così il consumo di carburanti e il rischio di incidenti stradali.

paesi che adottano l'ora legale

Infine vanno segnalati anche i “disagi” medici e psicologici che possono accompagnarsi all’introduzione dell’ora di luce in più: per alcuni il rischio di infarto, con l’orario estivo, aumenterebbe del 10%, tuttavia una maggiore esposizione al sole aiuterebbe le persone con carenza di Vitamina D.
Nella mappa di Wikipedia qui sopra sono mostrati i paesi del mondo in relazione all’utilizzo dell’ora legale: in blu sono indicati i paesi che adottano l’ora legale, in arancione i paesi che la usavano (ma ora non più), mentre in rosso i paesi che non l’hanno mai adottata.

Lascia un commento