Riparte il nucleare giapponese

nucleare giapponese

Il nucleare giapponese riparte: dopo lo tsunami del marzo 2011, che causò la catastrofe di Fukushima, il Giappone ha dovuto adottare misure drastiche per garantire la sicurezza della propria produzione energetica, di fatto arrivando a spegnere tutti i reattori nucleari presenti sul territorio. Il motivo? Un dettagliatissimo programma di revisione degli impianti che ha determinato lo spegnimento progressivo delle 48 centrali atomiche nipponiche, ferme completamente dal maggio 2012.

E’ di oggi però la notizia che l’Autorità per la regolamentazione nucleare ha stabilito che la centrale nucleare della Prefettura di Kagoshima ha ottenuto il permesso di riprendere la produzione di energia elettrica: il governo giapponese ha dunque stabilito che i due reattori, gestiti dalla Kyushu Electric Power Co., rispondono ai requisiti di sicurezza imposti dopo Fukushima e possono riprendere a funzionare.

La produzione del nucleare giapponese non riprenderà comunque prima di dicembre 2014 ma per il governo del sol levante, guidato dal conservatore Shinzo Abe, si tratta di una vittoria: nonostante l’opinione pubblica sia ancora molto perplessa all’idea di convivere nuovamente con il nucleare, l’esecutivo giapponese ha sempre sostenuto la necessità di riprendere la produzione di energia dall’atomo, una fonte che prima del 2011 copriva per il 30% il fabbisogno energetico del paese e che negli ultimi 3 anni è stata sostituita – ma non del tutto – da un massiccio programma statale di risparmio energetico.

centrale nucleare

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