Internet delle cose: 14 trilioni di dollari da qui al 2030

internet delle cose

Direttamente dalle principali società di consulenza mondiali arrivano nuove (rosee) previsioni sul futuro dell’Internet delle cose: al World Economic Forum di Davos, appena concluso, un’indagine presentata da Accenture e condotta sulle principali 20 economie e 1400 maggiori imprese mondiali, prevede che lo sviluppo del settore dei dispositivi intelligenti connessi in rete potrà generare volumi di produzione pari a 14,2 trilioni di dollari entro il 2030. E l’Italia non resterà a guardare: sempre secondo Accenture, infatti, il bel paese si colloca fra le economie maggiormente disposte a cogliere le sfide dell’IoT, con possibili investimenti aggiuntivi pari a un +1,1% di Pil nei prossimi 15 anni.

Contemporaneamente un altro rapporto, il “Technology, Media & Telecommunications (TMT) Predictions” di Deloitte, mostra come già nel 2015 il 60% dei dispositivi IoT verrà acquistato per uso aziendale, che la maggior parte dei dispositivi prodotti sarà nel comparto energia, per rilevare picchi o cali di consumo o segnalare anomalie e disservizi, e che entro il 2018 il 5% degli interventi di customer care verrà “innescato” dagli stessi dispositivi in rete, che “segnaleranno” spontaneamente problemi o guasti.

internet of things

Nel 2020, prevede Deloitte, arriveremo a 26 miliardi di oggetti connessi in rete, segno che l’Internet delle cose andrà inevitabilmente a coinvolgere in maniera trasversale quasi tutti i settori produttivi.

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