Inquinamento indoor: come difendersi dai rischi casalinghi

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Quando si parla di inquinamento il pensiero va immediatamente a temi di interesse collettivo che il più delle volte sono fonte di discussioni e dibattiti. In pochi però sanno che oltre al pericolo esterno ne esiste uno, silenzioso e subdolo, che in un modo o nell’altro coinvolge quotidianamente tutti noi. Parliamo del cosiddetto inquinamento indoor quello per capirci che si nasconde nel luogo familiare in cui trascorriamo gran parte del nostro tempo: la casa.

Non tutti infatti sanno che le nostre abitazioni sono luoghi tutt’altro che sicuri. In esse infatti si annidano dei veri e propri veleni, inquinanti chimici, fisici e biologici, che mettono inconsapevolmente a repentaglio la salute di tutta la famiglia.

Le stime indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità descrivono uno scenario non proprio incoraggiante. Sarebbero circa quattro milioni le persone decedute ogni anno a causa di materiali da costruzione scadenti e stili di vita non salubri all’interno delle quattro mura domestiche.

Gli agenti nocivi per la nostra salute provengono in parte dall’esterno (inquinamento atmosferico outdoor, pollini) ma molti sono prodotti per l’appunto da fonti interne.
Nello specifico le principali fonti interne di inquinamento sono rappresentate dalla polvere (ricettacolo prediletto per i microrganismi), materiali edili, arredi e impianti (condizionatori, umidificatori, impianti idraulici).
Tra gli inquinanti fisici, il più comune e pericoloso è sicuramente il radon, gas emesso dal tufo sul quale sono costruite moltissime abitazioni. Il radon è una sostanza radioattiva e cancerogena.

Gli inquinanti biologici sono invece virus, funghi e batteri, che trovano terreno fertile in ambienti umidi come condizionatori, impianti di riscaldamento, umidificatori e serbatoi d’acqua. Tra questi, un dei più pericolosi è la legionella.

Tra gli inquinanti chimici figurano i cosiddetti composti organici volatili, come formaldeide, benzene e toluene, gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo, il monossido di carbonio, l’ozono e le polveri sottili.

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C’è da aggiungere che anche un erroneo stile di vita degli occupanti di una casa (persone e animali) alimenta senza dubbio la concentrazione dei composti chimici che avvelenano l’abitazione. Parliamo ad esempio di una cattiva aerazione dell’ambiente, del fumo di tabacco, dei processi di combustione (cottura di cibi e riscaldamento degli ambienti), dell’uso di deodoranti, e di prodotti per la pulizia in dosaggi eccessivi.
Secondo la comunità scientifica, l’esposizione prolungata ad ambienti chiusi malsani (non solo le case ma anche gli uffici) può provocare una serie di disturbi acuti codificabili come “sindrome dell’edificio malato”: irritazioni cutanee e delle vie respiratorie, disturbi nervosi, emicranie, nausee, allergie e molte altre patologie di piccola e media entità.

E’ possibile difendersi da tutti questi rischi? La risposta è si ma è necessaria maggiore attenzione e buon senso da parte di tutti noi; la prevenzione nasce dalla conoscenza di certi temi. A tal proposito la Società Italiana di Medicina Ambientale Onlus ha messo a punto un decalogo di consigli per mitigare il problema dell’inquinamento indoor. Ecco alcuni semplici consigli per limitare i danni sopra descritti: è opportuno evitare temperature e umidità elevate e aprire le finestre almeno 2-3 volte al giorno per 5 minuti. E’ poi necessario ricordare di manutenere adeguatamente gli impianti di riscaldamento e usare con parsimonia prodotti per la pulizia e deodoranti personali.
E’ utile poi evitare quanto più possibile processi di combustione e il fumo in casa.

Chi lo desidera può approfondire gli aspetti fin qui accennati accedendo sul sito del Ministero della Salute su cui sono indicati nel dettaglio i principali inquinanti indoor e loro fonti.

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