Internet of Things e privacy: quali sfide?

internet of things e privacy

Sul tema Internet of Things e privacy già da tempo si discute in merito alle possibili implicazioni: a tal proposito l’Europa si sta già muovendo ed ha istituito il gruppo di lavoro Article 29, del quale fanno parte i rappresentanti delle autorità nazionali di vigilanza, dell’European Data Protection Supervisor e della Commissione Europea.

Nel settembre 2014, con il parere n. 8/2014, il gruppo ha elaborato una prima bozza di disciplina delle questioni giuridiche legate alla diffusione dei vari devices connessi in rete.
Nel parere, i suddetti devices vengono suddivisi in 3 categorie

  1. Quantified self: oggetti che permettono di monitorare le condizioni del corpo umano durate determinate attività (es. i braccialetti per il tracking durante la corsa);
  2. Wearable computing: dispositivi che possono essere indossati normalmente (es. orologi ed occhiali), dotati di sensori o connessioni per la ricezione e trasmissione di dati;
  3. Home automation: dispositivi intelligenti per monitorare gli apparati e gli elettrodomestici all’interno delle nostre case (es. termostati, apricancello, lampade intelligenti).

european data protection supervisor

Inoltre viene specificato che, non potendosi provvedere a una regolamentazione esaustiva al 100% di tutte le periferiche dell’IoT, ai dispositivi non trattati specificamente nel parere potrà essere estesa la regolamentazione prevista per le tre categorie sopraindicate.

E’ evidente però – e il parere lo spiega bene – che siamo solo all’inizio dell’era IoT e la sfida più grande per i produttori e gestori degli apparati riguarderà la tutela della privacy degli individui e la raccolta & condivisione dei loro dati personali, che potranno riguardare anche sfere molto personali, come lo stato di salute, la posizione geografica e le abitudini quotidiane. Un tema già affrontato in passato con riferimento alle abitudini di navigazione su internet dei privati, e che ora si ripresenterà in una versione completamente nuova ed espansa: l’individuo non si connetterà più in rete solo davanti a un Pc o utilizzando uno smartphone, ma potrà essere connesso anche 24 ore su 24.

Internet of Things e privacy

Ma non c’è solo Internet of Things e privacy: le periferiche intelligenti dell’IoT possono influenzare e guidare i nostri comportamenti, fino a poterci mettere in pericolo, in caso di malfunzionamento. Si pensi ad esempio a un navigatore che sbaglia strada o a un software di park assist che provoca un incidente: in questi casi il tema della responsabilità è fondamentale. (es. in caso di danni di chi è la colpa? Del produttore? Dello sviluppatore del software? O dell’utente?)

Le implicazioni sono dunque molteplici e sono alla base di nuove autentiche frontiere del diritto, a cui l’Europa – prima ancora dei singoli stati della Comunità – dovrà dare risposte certe e prive di ambiguità.

Scarica qui il parere 8/2014 del gruppo di lavoro Article 29 e scopri le nostre soluzioni di Automazione visitando questa pagina

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