Eclissi di sole: problemi per il fotovoltaico?

eclissi di sole

L’eclissi di sole del 20 marzo

Questa mattina, dalle 9:30 circa, tutti gli occhi della penisola – rigorosamente protetti con adeguati filtri – hanno ammirato l’eclissi di sole che ha parzialmente ridotto del 30/40% la luce della nostra stella. Il fenomeno, dovuto al passaggio della luna davanti al sole, non si avveniva con questa intensità dal 3 ottobre 2005 (eclissi però funestata dal cielo coperto) e ancora di più dall’11 agosto 1999, giorno in cui l’Europa potette assistere a una eclissi totale di sole, visibile anche dall’Italia.

Le prossime eclissi visibili dal bel Paese saranno il 2 agosto 2027 (eclissi parziale) e il 3 settembre 2081 (eclissi totale), mentre l’ultima eclissi totale prima del 1999 si verificò addirittura il 15 febbraio 1961.

I problemi al fotovoltaico

Una curiosità legata all’eclissi di sole riguarda il funzionamento degli impianti fotovoltaici: l’oscuramento subito dal sole ha rischiato di provocare squilibri nella produzione di energia dai pannelli solari del nord Italia e di conseguenza nella rete di distribuzione ai clienti, dove è fondamentale che sia assicurata parità tra energia prodotta e consumata. Entso-E, la Rete Europea che riunisce 41 gestori europei, ha stimato che in Italia il calo della produzione di energia fotovoltaica poteva arrivare fino al 21%, mentre in Germania la percentuale poteva toccare anche il 50%.

impianto fotovoltaico

Per questo motivo Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, ha disposto il distacco di tutti gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 100 kW dalle 7 alle 14 di oggi venerdì 20 marzo. La decisione, che in un primo momento sembrava riguardare addirittura tutte le 24 ore della giornata, è stata presa per evitare anomalie tali da causare una variazione eccessiva della frequenza di rete.

Fra i paesi europei, comunque, l’Italia se la caverà con poco: sia per l’estensione dei suoi impianti (la perdita stimata sarà di 7000 MW) che per l’ampiezza dell’eclissi. Peggio di noi starà la Germania (eclissi del 73%, perdita di stimata di 17000 MW). Francia e Spagna se la caveranno invece con una perdita, rispettivamente, di 2000 e 1700 MW.

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