Diagnosi energetica: tutto quello che c’è da sapere

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Poco meno di un anno fa, nel mese di luglio del 2014, è entrato il vigore il Decreto Legislativo 102/2014, che prevede una serie di misure volte a migliorare l’efficienza industriale tra le quali l’obbligo per le grandi imprese e per le imprese a forte consumo di energia di realizzare la cosiddetta diagnosi energetica (o “audit energetico”) entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni.

La diagnosi energetica: che cos’è

La diagnosi energetica è una valutazione precisa, documentata e periodica dell’efficienza energetica dell’impresa basata sui parametri specifici di ogni singolo impianto o struttura ed è un componente essenziale per tutte quelle società che vogliono richiedere i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), più comunemente noti come Certificati Bianchi.

Non tutte le imprese sono obbligate a effettuare la diagnosi energetica, anche grazie ai chiarimenti divulgati il 19 maggio dal Ministero per lo Sviluppo economico, l’obbligo vale solo per le seguenti imprese:

  • Grandi imprese (art. 2 comma 1 lettera v)): imprese che occupano più di 250 persone, oppure che ne occupano meno ma il cui fatturato annuo supera i 50 milioni di euro e il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di euro. L’impresa in questione è soggetta all’obbligo di audit energetico entro il 5 dicembre, solo se la condizione di grande impresa si è verificata per i due esercizi consecutivi precedenti a tale anno.
  • Imprese a forte consumo di energia (art. 2 del D.M. del 5/4/2013): Imprese che sono presenti nell’elenco energivori redatto dalla Cassa Conguaglio per il settore Elettrico l’anno precedente quello dell’obbligo della diagnosi.

L’obbligo di diagnosi non si applica alle imprese che hanno adottato sistemi volontari di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico.

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La diagnosi energetica ha lo scopo di capire in che modo viene utilizzata l’energia all’interno dell’azienda, dove come e perché si realizzano eventuali sprechi e che tipo di contromisure possono essere adottate per ridurre gli sprechi stessi.

Chi può effettuare la diagnosi energetica

La diagnosi può essere effettuata da società di servizi ad hoc (le cosiddette ESCO), esperti in gestione dell’energia o auditor energetici: i risultati della diagnosi vanno poi comunicati all’ENEA che li verifica e ne cura la conservazione. A partire da metà 2016, solo i soggetti certificati da un ente terzo potranno eseguire la diagnosi. L’art. 8 del D.Lgs. 102/2014 prevede, infatti, che a partire dal 19 luglio 2016 le diagnosi energetiche periodiche obbligatorie per le grandi imprese e imprese energivore “debbano essere eseguite da Esperti in Gestione dell’Energia certificati secondo la Uni Cei 11339 da parte di organismi accreditati“, come ad esempio Accredia.

esperto in gestione dell'energia

Le sanzioni per mancata diagnosi energetica

Le imprese che non effettueranno la diagnosi energetica entro il 5 dicembre saranno soggette ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 40.000 euro. Qualora la diagnosi venga effettuata ma ciò non avvenga in conformità alle prescrizioni del decreto sarà invece applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 20.000 euro. E’ importante quindi affidarsi a dei professionisti della diagnosi per non incorrere in multe per diagnosi non effettuate o non conformi.

Scopri qui le linee guida per la Diagnosi Energetica redatte dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

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