La Corte Costituzionale boccia la Robin Tax

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L’11 febbraio 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’addizionale Ires (Imposta sul reddito delle società) istituita con l’art. 81 del D.L. 112/2008, che riguarda le aziende petrolifere ed energetiche, la cosiddetta Robin Tax. La tassa aggiuntiva riguardava le aziende con un volume di ricavi superiore a 3 milioni di euro e un reddito imponibile oltre i 300mila euro.

Con la decisione della Consulta la Robin Tax è stata dichiarata illegittima, anche se solo per il futuro, perché costituiva “una maggiorazione di aliquota che si applica all’intero reddito di impresa, anziché ai soli sovra-profitti, specie in assenza di una delimitazione del suo ambito di applicazione in prospettiva temporale o di meccanismi atti a verificare il perdurare della congiuntura economica che ne giustifica l’applicazione e nell’impossibilità di prevedere meccanismi di accertamento idonei a garantire che gli oneri derivanti dall’incremento di imposta non si traducano in aumenti del prezzo al consumo“.

corte costituzionale

A sollevare la questione di legittimità costituzionale era stata la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia su ricorso di una rete di punti vendita di carburanti, Scat Punti vendita SpA, contro l’Agenzia Entrate di Reggio Emilia. La sentenza della Consulta a questo punto priva lo Stato di un gettito potenzialmente pari a 1 miliardo di euro l’anno: soddisfazione è stata espressa dalle imprese che si occupano di energia eolica, riunite sotto la sigla dell’ANEV.

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