A che punto è il Decreto efficienza energetica

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Il Decreto Efficienza Energetica approvato dal Governo all’inizio di aprile per recepire la direttiva europea 2012/27 UE non piace alle regioni: è arrivata infatti il 15 maggio dalla Conferenza Unificata delle amministrazioni regionali la richiesta all’esecutivo di aprire un tavolo con il Ministro dello Sviluppo, Federica Guidi.

Il decreto mira a introdurre nuove misure per l’efficienza energetica nella pubblica amministrazione, nell’edilizia pubblica e privata e nei processi produttivi, per conseguire l’obiettivo di riduzione dei consumi entro il 2020 (obiettivo peraltro già fissato dalla Strategia energetica nazionale), ma le regioni lamentano il mancato accoglimento di molti dei loro emendamenti al testo.

Tra le richieste avanzate dalle regioni vi è la conservazione dell’autonomia delle amministrazioni nell’uso dei fondi strutturali e la necessità di abrogare l’allegato III del d.lgs 28/2001, riguardante gli “Obblighi per i nuovi edifici o gli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti”, in quanto ritenuto “di impossibile applicazione”.

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Gli enti locali, inoltre, confermano l’importanza di assegnare esplicitamente al GSE la funzione di gestore del Fondo Nazionale per l’efficienza energetica, la cui creazione è prevista nell’art.15 del decreto efficienza energetica e che erogherà finanziamenti per l’efficientamento energetico, direttamente o attraverso banche e intermediari finanziari, inclusa la Banca europea degli investimenti.

Hai mai attuato per la tua azienda misure di efficienza energetica?
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