FAO: l’energia geotermica contro la fame nel mondo

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La Food and Agriculture Organization of the United Nations, meglio nota come FAO, l’organizzazione per il cibo e l’agricoltura delle Nazioni Unite, ha pubblicato oggi un rapporto intitolato “Uses of Geothermal Energy in Food and Agricolture“, dove vengono spiegati nel dettaglio i possibili usi dell’energia geotermica per aiutare l’agricoltura nei paesi in via di sviluppo.

Che cos’è l’energia geotermica

L’energia geotermica è una forma di energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre: essa consiste nel “catturare” e convogliare i vapori dal sottosuolo verso apposite turbine dedicate alla produzione di energia elettrica e termica. Il geotermico viene considerato una forma di energia rinnovabile e la sua prima utilizzazione avvenne in Italia nel 1904, a Larderello in Toscana, dove oggi è presente una delle maggiori centrali geotermiche d’Europa. L’energia geotermica oggi costituisce meno dell’1% della produzione mondiale di energia ma la percentuale è destinata a salire grazie al progresso nelle tecniche di sfruttamento del calore dal sottosuolo.

Cosa dice il rapporto della FAO

Proprio i recenti sviluppi nell’estrazione dell’energia geotermica, afferma il rapporto della FAO, potranno permettere ai paesi meno sviluppati di migliorare la produzione agricola e la conservazione dei cibi. L’utilizzo del geotermico, per esempio, può rappresentare un valido aiuto per essiccare i cibi (che diventano quindi conservabili a lungo, anche durante i periodi di carestia), per pastorizzare il latte e per sterilizzare molti alimenti, aumentandone la sicurezza. Inoltre la geotermia può venire in soccorso per il riscaldamento delle serre e dei bacini d’acqua deputati all’acquacoltura.

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I paesi in via di sviluppo che secondo la FAO più di tutti possiedono le condizioni per sviluppare e sfruttare l’energia geotermica sono Messico, Indonesia, Filippine e vari Paesi lungo la costa pacifica dell’America Meridionale, oltre che Etiopia, Kenya e le economie emergenti dell’Europa dell’Est, tra cui Romania e Macedonia. La maggiore barriera all’adozione del geotermico rimangono i costi infrastrutturali: per questo la FAO ritiene necessario un massiccio investimento nel settore da parte dei governi, per attrarre investimenti e creare contesti politici che sostengano il geotermico su ampia scala.

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