2018, cosa aspettarsi in ambito energetico?

Post22dicembre

Anche il 2017 sta volgendo al termine e, come ogni anno, è tempo di fare un bilancio su tutti, o quasi, gli aspetti che direttamente o indirettamente ruotano intorno alla nostra quotidianità. Parliamo di tutte le sfere, professionali e personali, che influenzano l’andamento delle nostre giornate. Tra i tanti temi caldi ce n’è uno che, anche nel corso di quest’anno, ha tenuto vivo il dibattito sociale e politico.

Parliamo della salvaguardia dell’ambiente: nel 2018 riusciremo a portare avanti adeguate politiche di salvaguardia e tutela del nostro Pianeta? Il dibattito è assolutamente aperto.
Più che di miglioramenti dovremmo parlare di una vera e propria strategia a 360 gradi, dei cambiamenti che germoglino da un ritrovato e consolidato spirito di governance.

A livello generale i buoni propositi della strategia energetica nazionale (SEN) non hanno ancora trovato l’ effettiva efficacia che nella pratica tutti aspettavamo.

Quali saranno allora le prospettive, a livello energetico, che ci attenderanno già a partire dai primi mesi del 2018?

Ad esempio, che futuro avrà, a livello globale, il mining dei bitcoin, le cosiddette monete virtuali? Sarà l’ennesima bolla di sapone o il preludio di una reale trasformazione del mercato?

Per mining si intende l’attività di genererazione di bitcoin grazie al mantenimento del sistema informatico che li fa funzionare. Solo questa attività, a livello energetico, cuba, secondo i dati di uno studio di Digiconomics circa 30,14 terawattora/anno (TWh) di elettricità.

Parlando di altro, il 2017 può essere considerato un anno importante per l’evoluzione strategica e operativa delle imprese, in ambito energia, soprattutto a livello industriale.
Relativamente ai comportamenti sociali condivisi è da riscontrare l’affermarsi di una maggiore consapevolezza dei plus, non solo nella riduzione dei costi, relativi all’uso efficiente delle risorse, sia a livello locale/consumer (cittadini), sia al livello centrale (pubbliche amministrazioni).

Ciò basterà per adempiere, con coscienza e convinzione, ai dettami dell’Accordo di Parigi? Sono molti gli impegni già presi e ancora molti, troppi, i nodi da sciogliere.

Quel che è certo è che conoscere approfonditamente la materia consentirà di realizzare studi e indagini sempre più capillari in grado, se correttamente interpretate, di produrre strumenti sempre più evoluti e rispondenti alle esigenze di un mercato di riferimento, quello energetico, anche e soprattutto in area UE, in continua evoluzione.
Ci sono una miriade di aspetti da considerare, a livello globale, ma la base di partenza è sufficiente per guardare all’immediato futuro con attenzione e un pizzico di energetica speranza.

Per il momento non ci resta che goderci le imminenti festività natalizie senza particolari eccessi. Consumiamo pertanto l’energia giusta e cerchiamo di rispettare l’ambiente e, perché no, il nostro portafoglio!

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